La meditazione camminata: il viaggio nel viaggio

di Arianna Ginevra Bruno

Riuscire a stare nel presente vibrando insieme alla vita che scorre veloce ad ogni secondo, calmare la mente, placare il rumore di fondo dei pensieri circolari che ci allontanano dall’eterno miracolo di questo momento, sentirsi vivi, essere concentrati e connessi con la propria voce, respirare.

Mi sono avvicinata alla meditazione 15 anni fa, in un momento in cui la sensazione costante di ‘non vivere’ stava spegnendo i colori delle mie giornate e mi stava facendo scivolare in basso in sentimenti di panico, depressione, ansia. Ero bloccata in un vortice di pensieri circolari e ossessivi, sempre nella dimensione del pensiero e mai dell’azione, sentivo il tempo scorrere, ma era come se un muro di vetro tra me e la mia esistenza mi permettesse di guardare senza però toccare, intervenire, agire.

La meditazione Vipassana mi ha aiutato a ritornare dentro di me, testimone della mia realtà, consapevole del mio corpo, nell’eterno momento presente, connessa con il mio cuore e il mio respiro.

La meditazione Vipassana é una tecnica di meditazione statica. Si pratica in genere seduti a gambe incrociate, con gli occhi chiusi, concentrando l’attenzione prima sul respiro, poi sulle sensazioni fisiche, osservano da testimone imparziale, senza attaccamento, senza reazione. Vipassana letteralmente significa ‘guardare le cose per quello che sono’.

Diverse sono le testimonianze di chi pratica la meditazione vipassana. Io ho tratto immenso beneficio da questi anni di esercizio, ma non sempre la staticità di questo tipo di meditazione riesce a essere assimilata da chi, come me, ha anche un livello alto di energia fisica che ha bisogno di essere usata e incanalata.

Ho iniziato a sentire la necessità di una meditazione più attiva che riuscisse a concentrare la mente nell’azione e mi sono così avvicinata alla meditazione camminata.

3400 km a piedi in meditazione camminata: il viaggio nel viaggio

La meditazione camminata é una forma di meditazione in azione in cui si usa l’esperienza del camminare come oggetto di concentrazione aumentando la consapevolezza del corpo, del movimento e delle sensazioni ad esso legate.

Si é in un certo senso obbligati a tenere la mente ferma nel momento presente dal momento che non siamo soli, in silenzio, in una stanza, ma esposti a fattori esterni come oggetti in cui potremmo inciampare, persone contro cui potremmo andare a sbattere, le macchine, il sole, il vento, la pioggia, i rumori della natura.

Pur essendo meditazione, differisce dalla Vipassana principalmente per il fatto di essere fatta in movimento e con gli occhi aperti. Per la maggior parte delle persone é molto più facile essere più consapevoli del proprio corpo nel movimento piuttosto che nella staticità di una meditazione passiva come la Vipassana.

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Quando siamo seduti e immobili in meditazione, le sensazioni che affiorano nel nostro corpo sono molto più subdole e difficili da notare rispetto a quelle sperimentate mentre camminiamo. Questa condizione può rendere la meditazione camminata un’esperienza estremamente intensa a illuminante, liberatoria, non paragonabile a nessun’altra forma di meditazione.

Qualche anno fa ho iniziato a usare la meditazione camminata per spostarmi, compiere viaggi inizialmente brevi, viaggi di pochi chilometri, poi sempre più lunghi, fino all’ultimo viaggio, quello in cui sono attualmente impegnata, che mi vede attraversare l’India da Sud a Nord, dall’estrema punta sud di Kanyakumari fino alla sorgente del Gange. 3400 km a piedi in meditazione camminata di viaggio nel viaggio,un metaviaggio interiore, spirituale espresso nella tridimensionalità tramite il viaggio fisico, due opposti in equilibrio nella loro relazionalità che diventano, così, la stessa cosa.

É risaputo che camminare il più sano e naturale degli esercizi, sotto molti aspetti l’esercizio perfetto, un esercizio che impariamo e assimiliamo da bambini. É il nostro primo viaggio, il biglietto per la libertà di spostamento, la nostra prima esperienza di movimento senza ostacoli o aiuto di terzi.

Sul piano fisico, camminare ha benefici sconfinati.

Rafforza il cuore, aiuta i polmoni a lavorare meglio, rafforza l’apparato digerente, il sistema immunitario, migliora la circolazione, aiuta a mantenere la stabilità delle ossa, aiuta a perdere peso e migliora l’attività del sistema nervoso e della funzione cognitiva.

Ho scoperto che camminare con consapevolezza, essendo presente a ogni passo, é il modo migliore di camminare, quello che regala i benefici più magici perché mi connette con un luogo alto e spirituale, una sorgente di sconfinate possibilità in cui la creatività fluisce libera.

Camminare mi connette con la gloriosa dimensione della natura, una dimensione a cui ci disabituiamo crescendo, sempre più schiavi delle nostre vite frenetiche e artificiali.

Da quando ho iniziato a viaggiare in meditazione camminata, tutto in me é cambiato. Il mio corpo, piú tonico e pulito, ma più di ogni altra cosa la mia prospettiva.

É stata la mia opportunità di entrare in comunione con Madre Natura, a prescindere da climi, stagioni, fasi del giorno e ricevere i suoi insegnamenti.

In un’epoca in cui la vita é diventata un correre da una parte all’altra con sempre più cose da fare e sempre meno tempo per farle, camminare permette di rallentare ed essere allineato, rilassarsi e respirare.

Quando medito camminando i miei sensi sono più vivi che mai. I colori sembrano più brillanti, i profumi e i suoni avvolgenti, caldi, ipnotici.

Ascolto i canti degli uccelli e a volte credo mi riconoscano e cantino le loro melodie solo per me, le foglie sugli alberi danzano nella brezza e io mi sento libera, viva, immortale, connessa, in perfetta armonia con l’orchestra cosmica.

di Arianna Ginevra Bruno

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Disclaimer: Questo articolo non è destinato a fornire consigli medici, diagnosi o trattamento.
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