Dipendenza da cellulare: come smettere

Negli anni Ottanta c’era l’eroina, negli anni Novanta le droghe sintetiche, negli anni Duemila il crack e ora c’è la dipendenza da cellulare a rovinare plotoni di giovani ed adulti ormai lobotomizzati dalla tecnologia, con lo sguardo perennemente chino sullo schermo di un dispositivo elettronico. Smartphone e tablet sono diventati la nuova cocaina digitale, e la dipendenza da Internet sta raggiungendo proporzioni inquietanti, da epidemia.

Le tecnologie possono creare dipendenza patologica a tutti gli effetti in quanto possono diventare psicoattive. L’utilizzo smodato ed improprio del cellulare agisce sul sistema nervoso alterando l’equilibrio psicofisico, le attività mentali ed i meccanismi che regolano l’umore, il pensiero ed il comportamento.

La dipendenza da smartphone è ormai conclamata e prende il nome di nomofobia, dall’inglese no-mobile-phone phobia, una condizione che porta ad essere costantemente distratti, poco presenti, disattenti ed estremamente ansiosi quando si rimane a corto di batteria o di credito.

La dipendenza da telefonino instilla il bisogno di controllare incessantemente il cellulare in ogni circostanza, portandoci a violare le più elementari norme del galateo e ad infrangere il codice della strada. Si scrivono messaggi su WhatsApp mentre si guida nei tornanti, si va al ristorante e si cena con la forchetta in una mano e lo smartphone nell’altra con gli occhi fissi sul display a guardare il feed di Facebook, video virali o altra immondizia digitale.

Un malfunzionamento del dispositivo, la mancanza di rete o l’impossibilità di connettersi a Internet generano forte agitazione e, talvolta, sintomi simili a quelli di un attacco di panico, come tachicardia, vertigini, nausea, tremori e senso di soffocamento.

Controllare in maniera ossessiva il telefono allontana dal qui e ora e porta a perdere il senso della realtà e la cognizione del tempo. Ormai si dedica più tempo al proprio cellulare che al riposo notturno. Questa non è più iper-connessione, è patologia.

E, paradossalmente, nell’era della condivisione, questo uso malsano del cellulare crea profondi divari tra le persone, genera paranoie e porta ad isolarsi, chiudersi in se stessi, sviluppare insicurezze relazionali e sentirsi inadeguati.

Vediamo come riconoscere i segnali della dipendenza da cellulare e come affrontarla e superarla prima che degeneri e possa causare grossi problemi a livello personale e relazionale.

Campanelli d’allarme: quando c’è da preoccuparsi

I casi di dipendenza dai dispositivi elettronici sono in aumento. I sintomi sono tendenzialmente meno fisici rispetto a quelli causati dalla dipendenza da sostanze stupefacenti, ed il confine fra uso eccessivo, dipendenza patologica ed abuso è più fluido.

In linea di massima, si parla di dipendenza da smartphone quando si manifestano i seguenti atteggiamenti-spia.

Non riuscire a stare più di 10 minuti senza controllare il telefono

Non riuscire a stare più di una decina di minuti senza controllare i profili social ed aggiornare le pagine delle app per verificare se ci sono commenti, notifiche o nuovi messaggi anche mentre si sta lavorando, studiando, guidando, pranzando o conversando con amici e parenti è un chiaro sintomo di dipendenza da smartphone.


Perdita di ore di sonno

Se anche durante la notte continuate a controllare ossessivamente il numero di Like alle foto postate su Facebook, vi svegliate ripetutamente per guardare il cellulare ed usate il telefono fino a tarda ora, alterando il ciclo sonno-veglia, la dipendenza ha ormai assunto proporzioni patologiche.

Sindrome dello squillo fantasma

Vi capita frequentemente di avere la sensazione che il telefono stia suonando o vibrando, ma quando controllate lo schermo non trovate nulla? Si tratta di un’illusione uditiva che i neurologi chiamano Ringxiety, o sindrome dello squillo fantasma.

Sindrome del Text neck

L’utilizzo eccessivo dello smartphone porta ad assumere una postura innaturale e scorretta, con il collo piegato in avanti ed il capo perennemente chino per fissare lo schermo del telefono, condannando la spina dorsale ad un sovraccarico eccessivo. Se avvertite tensione muscolare, mal di testa, senso di stordimento, vertigini e formicolii alle mani, è ora di correre ai ripari.

Come superare la dipendenza da cellulare

Superare la dipendenza da cellulare non implica un rifiuto delle tecnologie digitali né tantomeno una battaglia contro la modernità. L’obiettivo è quello di ritrovare il giusto equilibrio che favorisca un uso sano, consapevole ed intelligente del digitale.

Ogni dipendenza patologica è difficile da superare. Non sarà facile, soprattutto all’inizio, ed i tentativi di autolimitare l’utilizzo dello smartphone potrebbero essere inizialmente vissuti con intenso disagio. Ma ne vale la pena.

Ecco qualche consiglio per disintossicarsi dai dispositivi elettronici e smettere di lobotomizzarsi il cervello davanti ad un monitor. Iniziare con piccoli passi può portare a grandi risultati.


    1. Diventare consapevoli di quanto tempo si spreca online ogni giorno

      Constatare effettivamente quante ore al giorno si perdono su Facebook, Instagram, Snapchat et similia può essere d’aiuto per darsi una regolata e rendersi conto di quanto l’uso che si sta facendo dello smartphone sia dannoso. Il tempo è la sostanza di cui è fatta la nostra vita, è l’elemento più prezioso che abbiamo e sprecarlo in questi contenitori vuoti non ci restituisce nulla per cui valga la pena essere utilizzato. Può sembrare una contraddizione, ma un valido aiuto in questo senso arriva da alcune app. QualityTime monitora il tempo che trascorrete in rete, individua quali sono le applicazioni su cui sprecate più tempo e stabilisce quanto potete starci ogni giorno, dopodiché, una volta scaduto il timer, ne blocca l’accesso. Anche SPACE – Break phone addiction monitora l’utilizzo che fate dello smartphone, vi invia ammonimenti se lo state usando troppo e disattiva il Wi-Fi e le notifiche in tempi prestabiliti.

    2. Procedete per gradi

      Iniziate imponendovi di non controllare il cellulare per un quarto d’ora, poi passate a 20 minuti, poi 30, 45, 60 e così via, a meno che abbiate qualche urgenza. Imponetevi un limite di tempo per restare connessi ai Social Network e riducetelo gradualmente.

    3. Mai dopo cena

      L’uso dei dispositivi elettronici in orario serale e notturno causa la soppressione della produzione di melatonina, ormone dall’effetto sedativo che regola il ciclo sonno-veglia, causando insonnia, disturbi del sonno e conseguenti disagi e malesseri. Smanettare con lo smartphone fino a notte fonda consuma le nostre risorse attentive quando, invece, sarebbe opportuno riposare. Magari perderete qualche messaggio su WhatsApp, Viber, Telegram o WeChat ma spegnendo lo smartphone dopo cena eviterete di esporvi a fonti luminose che alterano il sonno e ci guadagnerete in salute, vigore e benessere.

    4. Mai appena svegli

      La prima cosa che fate appena svegli è brandire il telefono per controllare ossessivamente messaggi, email, notifiche ed aggiornamenti di stato? Non fatelo. Evitate di tenere lo smartphone sul comodino accanto al letto. Se possibile, lasciatelo in un’altra stanza.
      Al mattino alzatevi dal letto, aprite le persiane, fate una doccia energizzante ed un’abbondante colazione, poi, con calma, accendete il telefono. Datevi tregua almeno fino al caffè.

    5. Riabituatevi gradualmente a stare senza tecnologia

      Fate sport, ascoltate musica, passeggiate nella natura, andate allo stadio e godetevi una bella serata con gli amici senza distrazioni digitali. Lasciate il telefono a casa e ritroverete il piacere di provare sensazioni reali, autentiche e piacevoli, senza mediazioni telematiche.

    6. Concentratevi sul qui e ora

      La capacità di concentrarsi sul momento presente può esservi d’aiuto per dominare l’impulso di guardare in continuazione il telefono. Cercate di rimanere concentrati su ciò che state facendo, prestando attenzione ai vostri pensieri ed alle vostre sensazioni.

Se la situazione non migliora, si consiglia di cercare un aiuto professionale e ricorrere ad un intervento psicoterapeutico.

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Disclaimer: Questo articolo non è destinato a fornire consigli medici, diagnosi o trattamento.

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One Response

  1. Manuela Alboreto 4 luglio 2018

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