Attacchi d’ansia: 3 consigli per affrontarli

Ansia: un’emozione con cui ho dovuto imparare a convivere

Sin da subito. Dentro casa della mia famiglia di origine, l’ansia era la norma: ansia nelle relazioni, ansia per le emozioni, ansia per i soldi, per ogni partenza, festa e occasione speciale, ansia.

Mille avvenimenti anche banali di cui è costellata una vita, belli o brutti che fossero, ed era ansia.
Per altre cose no, eh: per esempio celebrare i piaceri della vita e i successi ci veniva bene, così come ridere, scherzare e giocare, stringerci vicini nei momenti difficili e supportarci a vicenda, spingerci sempre a dare il meglio di noi è la nostra arte. Probabilmente è anche per questo che sono così brava nel mio lavoro 😉

Ma l’ansia c’era, abitava spesso nelle nostre mura e, per me in particolare, prendeva la forma di ansia da prestazione.

Ilaria è brillante, Ilaria è intelligente, Ilaria è un genio. Ilaria farà grandi cose nella vita, già si capisce…

Sì, ok, grazie infinite; sono scioccata e onorata da tanta fiducia ma… già a 4 anni? Che ansia! 😀
Per non parlare di che strazio dev’essere stato per mia sorella e mio fratello più piccoli… Ma sorvoliamo.

Eppure tutto ciò è stato anche un gran bene. Ora ti racconto perché.

E se quella che chiami ansia, in realtà, fosse eccitazione?

Mi disse così, anni fa, una donna che mi capitò seduta vicino durante un seminario sulla comunicazione efficace, dopo che avevo fatto la mia “performance” sulla gestione delle emozioni, cioè l’esercizio che dovevamo dimostrare in pubblico.

Quanto aveva ragione!

Ero talmente ignorante su come si muoveva la mia portentosa energia sessuale – e, per fortuna, anche quella dei miei genitori! – che non me ne ero mai resa conto.
Questa nuova prospettiva generò in me un cambiamento immenso, proprio alla radice: nel mio mindset, nella mentalità. Ogni volta che sperimentavo l’ansia, cioè di continuo!, mi ricordavo di chiedermi se in realtà non fosse eccitazione, e spesso… la mia vagina mi rispondeva con una tale chiarezza! Disarmante! E imbarazzante… 😀

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Ma se l’ansia è eccitazione, cosa posso farci con questa emozione?

Dopo qualche mese mi venne naturale chiedermelo.
Anche perché ero ancora nei miei setti anni di astinenza sessuale involontaria… dunque pure con l’eccitazione, ahimè, non stavo avendo esattamente un rapporto pacifico…

Cosa posso fare con tutta questa eccitazione?

  1. Beh, sicuramente posso godere! Questo è ovvio. O no? 😉
  2. Poi posso muovermi e muovere: fare tante cose, viaggiare, attivare il corpo e la mente, attrarre e coinvolgere persone, anche masse di persone, effettivamente!
  3. Posso essere creativa e produttiva e stimolare un sacco di gente a fare altrettanto!

L’eccitazione accende, stimola e coinvolge. E imparando a contattare questa, che sta sotto l’ansia, ho riscoperto un vero e proprio talento!

E’ ansia quando…

Già, perché bisogna ammetterlo: quando l’eccitazione ci appare sotto forma di ansia è perché ci si deve mostrare nella sua veste negativa. E una ragione c’è.
In quei momenti, io ho imparato a farmi queste domande:

  • Come posso modificare questa situazione in modo tale da trarne una qualche forma di piacere, gratificazione, soddisfazione?
  • C’è qualche circostanza o persona che me lo impedisce, tra quelle di cui ho scelto di circondarmi e da cui, di fatto, posso prendere maggiori distanze?
  • Qual è il modo più bello, sano e costruttivo in cui posso esprimere questa vitalità pazzesca, questa carica erotica e voglia di vivere con cui l’esistenza mi ha graziato?

Spero di cuore che la mia storia, anche se a tratti un po’ pesante e travagliata, ti sarà utile. Come vedi, anche dalle paturnie possiamo tirar fuori tanto oro! E possiamo farlo tutti 😉

Ilaria Cusano
www.ilariacusano.it
Pagina FB: Mercante d’Estasi

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Disclaimer: Questo articolo non è destinato a fornire consigli medici, diagnosi o trattamento.
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