Allergia ai pollini: elenco piante allergeniche

I granuli pollinici, rilasciati nell’ambiente da piante e fiori, rappresentano una delle principali causa di allergia nel nostro Paese.

Causata dall’inalazione dei pollini rilasciati da alberi, cespugli e piante erbacee durante la stagione della fioritura, l’allergia ai pollini, altresì nota come pollinosi, è un disturbo estremamente diffuso, di cui soffrono circa sei milioni di italiani. Questo tipo di allergia si presenta con ricorrenza stagionale nel periodo dell’impollinazione delle piante, indicativamente tra marzo e settembre, con qualche eccezione.

Vediamo nel dettaglio di che cosa si tratta.

Che cos’è il polline delle piante?

Nel periodo dell’impollinazione, le piante rilasciano nell’aria a scopo riproduttivo grandi quantità di polline affinché raggiunga e fecondi i gameti femminili degli esemplari della stessa specie. Il polline si presenta come una sottile polvere di colore giallastro, composta dalle cellule riproduttrici maschili, dette dermatofiti, contenute nei sacchi pollinici delle antere di fiori e piante.

L’impollinazione consiste, in pratica, nello spostamento del polline, trasportato dal vento e dagli insetti anche per lunghe distanze.

I pollini aerotrasportati, di per sé, sono sostanze del tutto innocue, che non provocano alcun tipo di disturbo nei soggetti che non soffrono di allergie. Nei soggetti allergici, invece, l’inalazione di granuli pollinici scatena una reazione abnorme da parte delle difese naturali dell’organismo. Sono gli antigeni pollinici a sensibilizzare i soggetti predisposti.

Il sistema immunitario normalmente ha la funzione di proteggere l’organismo dalle aggressioni esterne rappresentate da batteri, germi e virus, producendo anticorpi, ma, in caso di reazione allergica, attacca sostanze innocue, come, in questo caso, il polline delle piante, come se rappresentassero una minaccia per la salute.

Gli anticorpi identificano il polline delle piante e richiedono il rilascio di determinate sostanze, tra cui l’istamina. Sono proprio queste sostanze a scatenare la reazione che provoca i sintomi dell’allergia al polline.

I sintomi dell’allergia al polline

  • lacrimazione profusa;
  • starnuti ripetuti;
  • congestione nasale;
  • difficoltà respiratorie,
  • prurito alle congiuntive;
  • rinorrea;
  • tosse;
  • occhiaie bluastre;
  • spossatezza.

Benché, in genere, non costituisca una seria minaccia per la salute, essere allergici al polline genera un senso di malessere generale che può causare grosse difficoltà nel quotidiano.

Elenco piante allergeniche

Si tende ad associare l’allergia ai pollini alla primavera, ma per alcune specie di piante il rilascio di polline nell’aria può iniziare già a fine dicembre e proseguire fino al mese di ottobre.

È fondamentale che chi soffre di allergia al polline conosca, innanzitutto, quali sono nello specifico gli antigeni pollinici che scatenano i sintomi allergici della pollinosi, e che consulti regolarmente il calendario pollinico per conoscere i periodi dell’anno più a rischio.

Vediamo nel dettaglio quali sono le piante allergeniche più diffuse.


Graminacee

Famiglia di piante erbacee facente parte dell’ordine Cyperales, le graminacee sono estremamente diffuse nel nostro Paese, a tutte le latitudini. Alcune specie crescono in modo spontaneo, come la comune erba dei prati, la codolina, il logliarello, l’erba mazzolina ed il paleo odoroso, mentre altre specie di graminacee vengono coltivate, tra cui:

  • avena;
  • frumento;
  • farro;
  • mais;
  • orzo;
  • segale.

Il periodo di impollinazione delle graminacee dura piuttosto a lungo. Il rilascio di polline nell’aria inizia indicativamente a marzo e si protrae fino a settembre, con picchi importanti nel mese di aprile e maggio. Non visibili ad occhio nudo, i granuli di polline si possono facilmente introdurre nelle alte vie respiratorie senza che ce ne si renda conto, provocando reazioni allergiche nei soggetti predisposti.

Pollini arborei

1. Betullacee

La famiglia delle Betullacee comprende alberi ed arbusti diffusi perlopiù nelle zone fredde e temperate. La betulla e l’ontano sono le specie più diffuse di questa famiglia in Italia. La pollinazione inizia piuttosto precocemente. Gli allergeni, infatti, si sprigionano già dalla fine di gennaio, e rimangono nell’aria all’incirca fino a maggio.

2. Fagacee

La famiglia delle Fagacee comprende alberi che popolano la maggior parte dei boschi nel territorio italiano, tra cui il faggio, da cui deriva il nome, il castagno e la quercia. Il periodo della fioritura è compreso indicativamente tra il mese di aprile e quello di maggio.

3. Oleacee

La famiglia delle Oleacee comprende centinaia di specie diverse, delle quali le più diffuse nel nostro Paese sono l’olivo, il frassino ed il gelsomino, specialmente nel bacino del Mediterraneo e nei pressi dei laghi del Nord Italia. Il periodo di impollinazione va, indicativamente, da marzo a giugno.



4. Corylacee

La famiglia delle Corylacee è costituita da un numero contenuto di specie, delle quali il nocciolo ed il carpino bianco e nero sono le più diffuse nel nostro Paese. Il periodo di pollinazione inizia, in genere, in pieno inverno, verso fine dicembre, e si protrae fino a giugno, con picchi nei mesi di aprile e maggio. Inoltre, gli allergeni di questo tipo di piante possono scatenare reazioni crociate con altri pollini arborei, specialmente quelli delle sopracitate Betullacee.

5. Cupressacee

Straordinariamente resistenti alla siccità, le Cupressacee comprendono 113 specie di alberi ed arbusti, di cui il cipresso ed il cedro giapponese sono i più diffusi in Italia, soprattutto nelle regioni settentrionali. La fioritura è compresa tra gennaio e maggio.

Negli ultimi tempi è stato registrato un aumento dei casi di sensibilizzazione a questo tipo di piante, riconducibile all’incremento del numero di impianti a scopo ornamentale. Oltre che attraverso la respirazione, le reazioni allergiche possono essere scatenate dall’esposizione e dal contatto con alberi e cespugli quando ci si trova in ambienti erbacei come giardini, prati, campi e parchi.

Pollini erbacei

Urticacee

La famiglia delle Urticacee comprende piante erbacee rampicanti ed arbustive ampiamente diffuse su tutto il territorio nazionale, contraddistinte dalla presenza di peli contenenti sostanze urticanti. Nel Sud Italia la fioritura è pressoché ininterrotta durante l’intero anno, mentre nel resto del Paese il rilascio del polline inizia a febbraio e prosegue fino ad ottobre. Il potere allergizzante estremamente elevato ed i lunghi periodi di diffusione pollinica fanno delle Urticacee una delle famiglie allergologicamente più pericolose.

Asteracee

Le Asteracee sono una vasta famiglia appartenente all’ordine Asterales, a cui appartengono molte piante erbacee, sia coltivate che spontanee, la cui fioritura avviene, in genere, nel periodo estivo ed autunnale. Fa parte di questa grande famiglia l’ambrosia artemisiifolia, una pianta infestante dall’elevato grado di allergenicità, che fiorisce da maggio a giugno, e, nuovamente, in agosto e, talvolta, anche nel mese di ottobre. Pertanto, chi soffre di allergia all’ambrosia si trova a lottare con i suoi fastidiosi sintomi per un periodo di tempo piuttosto esteso. Inoltre, l’ambrosia rilascia granuli pollinici dotati di piccoli arpioni con cui si aggancia praticamente a qualsiasi cosa, dai capelli ai panni stesi all’aperto.

Se soffrite di allergia ai pollini, il consiglio è quello di informarsi frequentemente sui livelli di concentrazione dei pollini nell’aria, in modo da evitare, per quanto possibile, l’esposizione agli allergeni. Segnaliamo, a tal proposito, la piattaforma 3bmeteo.com, dove è possibile consultare previsioni attendibili.

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Disclaimer: Questo articolo non è destinato a fornire consigli medici, diagnosi o trattamento.
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