Cosa si prova quando la morte è vicina? 
9 credenze che aiutano ad affrontare la morte.

di Ilaria Cusano

Dopo la morte? Rinascita!

Morte e rinascita, è questa la coppia; la vita va oltre, include entrambe.

 Davanti agli occhi mi scorrono intere scene della mia vita.
 Il mio intuito finalmente associa, connette, vede, e i pezzi del puzzle si riunificano.
 Sento che sto per partire per un grande viaggio, che sto vivendo in un mondo onirico, che il mio sogno sta per diventare realtà.

È questo che si prova quando la morte è vicina. Non ne viviamo una sola, quella fisica; prima di quell’esperienza suprema sperimentiamo tante altre morti, alcune simboliche, altre emotive, altre ancora nelle relazioni – e chissà, forse tutte servono per prepararci a quell’unico grande salto attraverso cui ci ricongiungeremo all’infinito.

Non che da vivi non lo siamo, ma bisogna dire che lo percepiamo meno; è proprio per questo che in una certa misura noi cerchiamo la morte, anche: per riunirci all’infinito, per tornare al punto zero, per connettere l’alfa e l’omega di tutto ciò che siamo e che abbiamo fatto.

La morte delle relazioni: una di quelle che temiamo di più

Emotivamente moriamo spesso; culturalmente anche; psicologicamente corriamo il rischio di continuo, ma tante persone nemmeno se ne accorgono.

Mentre la morte di alcuni rapporti sembra spaventare… a morte!

L’allontanamento dalla famiglia di origine, la fine di una storia d’amore, la separazione da un marito o da una moglie, dei cambiamenti nelle amicizie: tutti fatti decisamente naturali, normali, quasi ovvi direi, a cui però molte persone sembrano voler resistere, in una lotta contro la vita che ovviamente vincerà sempre, e che lascerà vane le speranze dei poveri illusi.


9 credenze che aiutano ad affrontare la morte

#1 La morte fa parte della vita, che è eterna, infinita e perfetta.

#2 La morte è come la potatura degli alberi: serve a farli fiorire e fruttificare al massimo e al meglio.

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#3 Più mi lascio andare alla morte, più avrò la benedizione di scoprire le parti della mia identità destinate a non morire mai.

#4 La morte ama me e la vita, più di quanto io stessa sia in grado di fare e capire.

#5 La morte arriva quando il disegno è compiuto, non un minuto prima, né uno dopo.

#6 La morte mi ferisce nella misura in cui la mia anima è dis-integrata; se è integra, risulta una transizione, volendo anche eccitante, interessante, benvenuta.

#7 Solo passando per la morte noi facciamo esperienza della rinascita, conoscendo altri livelli di esistenza e le leggi che regolano la natura.

#8 Accolgo la morte con pace e amore, curiosa/o di scoprire dove il suo mistero mi condurrà.



#9 Attraversare la morte col cuore aperto mi rende bella/o, luminosa/o e saggia/o.

Quando ti accorgi di non riuscire a scendere a patti con la morte, al di là del fatto che si tratti di faccende sentimentali, lavorative, fisiche o sociali, torna a queste credenze; scrivi su un foglio quelle che senti che ti supportano e caricano di più, e poi metti il foglio in un luogo dove puoi vederlo spesso – attaccato affianco alla scrivania o nel portafogli, ad esempio; come preferisci.
Prendi l’abitudine di abbracciare ogni aspetto della vita, morte inclusa, non solo quelli che comprendi e che ti piacciono; potrebbe essere che ti stai perdendo una miriade di esperienze meravigliose, a causa della tua chiusura.
 E se vuoi un aiuto, perché ti rendi conto che da sola crei troppa sofferenza, dai un’occhiata ai miei corsi online; sono tanti quelli che vertono sul tema morte e rinascita, magari c’è proprio quello perfetto per te!

Ilaria Cusano
www.ilariacusano.it

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Disclaimer: Questo articolo non è destinato a fornire consigli medici, diagnosi o trattamento.
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