I 3 metodi segreti per sconfiggere l’Ansia (su misura per le donne).

di Ilaria Cusano

Quando siamo connesse alla nostra vera identità, alla nostra natura più intima ed essenziale, l’ansia scompare; per sconfiggere l’ansia dobbiamo riconnetterci alle nostre radici, che a un livello profondo non hanno niente a che fare con la nostra terra, famiglia e cultura. Nel momento in cui ci ricolleghiamo alle nostre radici spirituali, riattiviamo la cosiddetta intelligenza spirituale-sociale; sentendoci nuovamente connessi agli altri, alla natura e allo spazio che ci circonda, evitiamo che l’energia imploda interiormente (generando ansia) e ne agevoliamo la libera circolazione in varie direzioni.

L’ansia è un’importante fetta di energia vitale bloccata da qualche parte.

1. Il mandala di Kali, tecnicamente conosciuto come yantra

kali

Innanzitutto, fai stampare questo yantra su un foglio della grandezza che preferisci, e se vuoi che ti duri a lungo nel tempo chiedi che sia plastificato, anche; in questo modo potrai usarlo per tutte le meditazioni che vorrai.

Ritagliati una mezz’oretta, durante la giornata, e rifugiati in un posto tranquillo e silenzioso della tua casa; prepara uno spazio su cui sederti, possibilmente a contatto con la terra, e predisponi lo yantra davanti a te, rialzato dal pavimento e all’altezza dei tuoi occhi – devi poterlo fissare senza abbassare o alzare la testa ma semplicemente guardando davanti a te.

Fissa lo yantra per 22′ esatti – programma un timer o una sveglia in modo da non doverti preoccupare di controllare continuamente l’ora; guardalo, esplorane le varie parti e ascolta il tuo corpo mentre lo fai. Soprattutto, stai presente alle tue zone intime; nel corso della meditazione succederà qualcosa proprio lì.

Nella tradizione tantrica di scuola shaktica (femminile), un’ampia parte di conoscenze e pratiche riguarda le Dasha Mahavidya, le dieci dee della saggezza. Kali è la prima, nonché forma originaria di cui tutte le altre sono ritenute un’emanazione, un’evoluzione successiva.

Ogni dea ha uno yantra, che è un mandala, ma non di quelli antropomorfi: gli yantra sono geometria pura, e in quanto tali non necessitano di interpretazioni simboliche connesse alla cultura della persona per sortire un effetto sul suo sistema psico-fisico.

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2. Riflessologia plantare fai da te

Potremmo chiamarla più che altro auto-massaggio ai piedi, visto che non è un trattamento professionale, ma in verità si tratta di usare proprio una conoscenza della riflessologia plantare. Nella prima fase, però, il punto è stabilire un contatto coi tuoi piedi: toccarli, sentirli, stimolarli con decisione, senza esagerare ma essendo incisiva – i piedi sono una parte dura del nostro corpo, ne sostengono continuamente il peso, non sono delicati, per sentire richiedono una certa forza.

Il solo toccare intensamente i piedi ti metterà in connessione con l’elemento terra, che ti placa; il massaggio della pianta del piede, per quanto non professionale ma di certo accurato e affettuoso (chi meglio di te può prendersi cura del tuo corpo?), riporta energia e nutrimento in tutti gli organi e i tessuti, andando a liberarli anche da eventuale energia in eccesso accumulata da qualche parte.

Mi raccomando: mettiti in un luogo accogliente e rilassante mentre lo fai, in modo tale da rendere possibile e facilitare l’effetto del massaggio. Dopo 2/3′ che ti prendi cura della pianta del tuo piede, inizia a soffermarti su una zona precisa: quella dove le dita si collegano al metatarso. Massaggia con intensità quella parte, vedrai che ti sentirai immediatamente meglio. Usa la punta dei tuoi pollici, non i polpastrelli ma le punte, così da poter dare un impulso che penetra nelle profondità; vai avanti per altri 2/3′ e poi passa all’altro piede.

Se vuoi approfondire l’argomento su come affrontare alcuni disturbi e problemi di salute attraverso la riflessologia plantare puoi leggere l’articolo i 14 motivi per massaggiare questi punti del piede prima di dormire.

3. Il pavimento pelvico, incubatore di mille magie

Innanzitutto, il pavimento pelvico è quell’area che collega i tuoi genitali e l’ano, una specie di trapezio, se visto dall’alto, che connette la parte anteriore e quella posteriore del tuo bacino; imparare a gestire questa zona vuol dire imparare a sortire un miliardo di effetti potentissimi nel tuo sistema psico-fisico, relativi al rilascio dell’ansia ma non solo.

Step 1 – Prova questi due esercizi di yoga: concentrati sul tuo pavimento pelvico, senti quanto riesci a rilassarlo, contrarlo e in generale muoverlo, esercitati a stringere e a lasciar andare con la vagina.
 Bastano 10 ripetizioni: inspiri e stringi, espiri e lasci andare, non spingendo fuori ma semplicemente rilassando. Se sei particolarmente agile, invece di stringere e lasciar andare e basta, quando stringi puoi disegnare una spirale nella vagina; poi rilassi e basta, normalmente.

Step 2 – Dopo che hai fatto una decina di queste contrazioni e di rilasci, fai due chiacchiere con la tua vagina. Ti sdrai, chiudi gli occhi, porti tutta la tua attenzione all’interno dei genitali e chiedi alla tua vagina “Come stai?”, di nuovo per dieci volte; e ascolti la risposta, ovviamente.
Se la prima volta che ci provi non senti niente, riprovaci; prima o poi riuscirai a riconnetterti con la tua identità intima e profonda, e (ri)inizierai a vivere davvero.

Ilaria Cusano
www.ilariacusano.it

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Disclaimer: Questo articolo non è destinato a fornire consigli medici, diagnosi o trattamento.
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